L’emergenza scuola e la fake della ‘didattica a distanza’.

Pubblichiamo volentieri questa riflessione di una Dirigente Scolastica finalmente “fuori dal coro”
L’emergenza scuola e la fake della ‘didattica a distanza’. La preside Zingarello: ‘Una brutta fiera del marketing aziendale

da leccenews24.it
Come la fai, la sbagli! Il vecchio adagio trova sempre conferma, soprattutto nei momenti difficili e in maniera ben definita nell’era dei 
social in cui tutti sanno tutto e tutti vogliono tutto. Ne sanno qualcosa le dirigenti scolastiche e le docenti che in men che non si dica hanno dovuto improvvisare la cosiddetta formazione a distanza o confrontarsi con lezioni e semplici incontri con gli studenti che sono rimasti a casa a seguito delle limitazioni imposte dalla battaglia contro il coronavirus. E la questione ha riguardato tutti, dagli studenti che stanno per concludere il loro ciclo formativo a quelli che si sono appena affacciati o addirittura dovranno farlo ancora frequentando le scuole materne.
Continue reading

Emergenza virus: indicazioni dal M.I.

Seppur – a nostro avviso – con notevole ritardo, ieri sera il Ministero Istruzione ha pubblicato una Nota Congiunta in cui si delineano indicazioni atte a rendere cogente ed omogenea l’applicazione delle norme. Dovrebbero così cessare tutte le fantasiose iniziative dirigenziali.
Quanto alla “didattica a distanza” ricordiamo che anche l’ANP (sindacato dei Dirigenti Scolastici) ha dichiarato che
“…l’obbligo non sussiste. I docenti non possono essere obbligati ad attuare questo genere di lezioni. Tuttavia, in questi giorni gli insegnanti hanno la possibilità effettiva di sperimentare le attività telematiche.” Per Mario Rusconi, quindi, non c’è obbligatorietà. Anche se lui stesso sottolinea che si tratta di una possibilità. “Sono convinto che da questa situazione difficile possano emergere delle opportunità di miglioramento: gli insegnanti possono, in particolare, avvantaggiarsi sulla preparazione in ambito digitale”.
Nota congiunta

Incontro al MIUR – 5 marzo

….Dall´incontro è uscita chiara e condivisa l´esigenza di lavorare in modo unitario per governare una fase di emergenza che non ha precedenti, al fine di indirizzare ogni energia in un´unica direzione: mettere in pratica ogni strategia educativa e di tutela dei diritti e della sicurezza del milione di lavoratrici e lavoratori che compongono il personale scolastico, puntando ad assicurare il ripristino più rapido possibile delle normali attività per garantire il fondamentale diritto allo studio delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Nell´incontro di oggi è stata inoltre definita la necessità di riattivare immediatamente il lavoro sui temi che rappresentano i punti cardine per il funzionamento della scuola fuori dall´emergenza.
Mobilità, organici, reclutamento, sono i temi su cui già sono stati calendarizzati i prossimi incontri tecnici in cui l´Amministrazione sarà chiamata a sciogliere anche i nodi politici.

 

 

Scuola, stop per Lombardia Veneto ed Emilia-Romagna fino a 8 marzo

Pubblichiamo da Repubblica e Mattino di Padova, in attesa di un Atto ufficiale
Scuola, stop per Lombardia Veneto ed Emilia-Romagna

Per quanto riguarda la Lombardia sono stati i vertici regionali a chiedere una proroga della chiusura, e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, a riunione ancora in corso, ha detto che da parte del Governo c’è “sostanziale adesione alle nostre richieste”. Ci sono alcuni approfondimenti da fare ma per quanto riguarda le scuole “sarà prorogata per un’altra settimana” la sospensione, ha concluso l’assessore. Stessa linea per il governatore Attilio Fontana: “Per ora l’unica notizia che posso anticipare, soprattutto nel rispetto delle famiglie, è che anche la prossima settimana l’attività didattica delle scuole e degli asili resta sospesa. Vi aggiornerò non appena avremo altre notizie certe”.
A poca distanza da Gallera anche il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini ha confermato la chiusura di nidi, scuole e università anche per la prossima settimana. Bonaccini ha sottolineato che la decisione è stata assunta “sulla base del parere del comitato tecnico-scientifico nazionale”. 
Il team di esperti e il governo, spiega Bonaccini in una nota diffusa anche sui social, “ritengono inoltre di dover aggiornare settimanalmente tale previsione sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica”.
La decisione è stata presa perché il contagio, nelle tre regioni padane, ha un’evoluzione ancora troppo veloce e l’Organizzazione mondiale della sanità ha alzato il livello di rischio globale. Le speranze di Luca Zaia, che avrebbe voluto riaprire gli istituti scolastici del suo Veneto, non possono essere abbracciate. Le aveva coltivate, le speranze, anche il neopresidente Stefano Bonaccini, che ha accettato l’indicazione della scienza: “Il contenimento del virus ha bisogno ancora di tempo”, aveva spiegato l’Istituto superiore di sanità al presidente del Consiglio.
“Credo sia importante, ove possibile, tornare al più presto alla normalità”, ha detto la viceministra dell’Istruzione, Anna Ascani. La ministra Lucia Azzolina ha confermato che l’esame di Maturità non è in discussione: “Si farà”. E che l’anno scolastico sarà salvo per tutti, anche per chi non arriverà ai 200 giorni di frequenza: l’articolo è già entrato nel decreto economico ieri a tarda sera.