APRIRE GLI OCCHI, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Vai al numero di marzo 2023 di Professione Docente.

Non possiamo che fare nostro l’invito di Rino Di Meglio che inaugura questo numero di Professione docente (Aprire gli occhi, pag. 3) e, aggiungiamo noi, occorre fare in fretta. Abbiamo visto in questi anni il degrado formativo, culturale e professionale in cui la scuola italiana è stata letteralmente spinta, ma oggi ci troviamo sotto una vera e propria coltre di nere nubi. Nubi – si badi bene – che non riguardano solo la scuola ma la tenuta stessa della nostra Costituzione e quindi del nostro Paese. Il progetto di Autonomia differenziata, di cui la Gilda e questo giornale hanno da subito segnalato la grande pericolosità, approfondendone gli aspetti, analizzandola in tutti i suoi elementi con articoli, fascicoli tematici, convegni, ha cominciato il suo iter istituzionale con l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del DdL Calderoli. Il fatto increscioso è che, nel Paese e nella Scuola, si respira un’impressionante indifferenza, un’apatia pericolosa lontane mille miglia dalla dimensione di una cittadinanza degna di questo nome. Come e perché questa accada ad un Paese vitale, abituato all’attenzione verso i fatti politici, alle polemiche vivaci e ad una categoria – gli insegnanti – che pur fino a pochi anni fa hanno discusso, protestato (si pensi alle manifestazioni instancabili contro “La Buona Scuola”, solo per citare l’ultima grande forma di protesta), non è facile capire. L’argomento, per gli insegnanti, che l’appesantimento del lavoro scolastico abbia ormai fiaccato ogni resistenza non spiega fino in fondo la situazione. In altri Paesi europei, docenti altrettanto oberati da impegni hanno protestato in massa: non a caso, in Gran Bretagna lo slogan gridato nelle grandi manifestazioni di docenti è Ogni anno, ci chiedono qualcosa in più, Marco Morini pag. 18.