La lettera di saluto di una docente…

Non riconosco più la mia scuola, solo burocrazia, acronimi e progetti. Omologati al pensiero unico” – ORIZZONTESCUOLA 12 GIUGNO – PUBBLICHIAMO QUESTA LETTERA IN ONORE DI TUTTI I COLLEGHI CHE HANNO CONCLUSO IL PROPRIO PERCORSO PROFESSIONALE
La lettera rappresenta anche un “manifesto” del disorientamento della classe docente negli ultimi anni. La pubblichiamo integralmente.

“Oggi è stato il mio ultimo giorno di lezione, dopo 36 anni,  infatti, da settembre sarò in pensione. È stata una sensazione strana e contraddittoria quella che ho provato: da una parte ero contenta  perché sono stanca, sono stati anni pesanti di lavoro intenso e di impegno continuo, soprattutto questi devastanti ultimi tre, dall’altra un po’ triste perché so per certo che mi mancheranno i ragazzi, che mi mancherà tutto ciò che è stata la mia vita, per una vita,  e salutare proprio i ragazzi oggi, non è stato per niente facile.
Ho vissuto la trasformazione della scuola la sua crescente burocratizzazione, l’imbarbarimento della sua “qualità”, ho vissuto e lottato contro tutte le riforme che l’hanno resa progressivamente un “luogo” diverso rispetto a ciò che dovrebbe essere, e com’è ora, non mi piace più.

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Le amare conseguenze di una scuola che ha confuso l’istruzione di massa con la promozione di massa

da Tecnica della Scuola-8 giugno
In margine ai consueti saluti istituzionali sul sito della nostra scuola, un liceo classico-linguistico, ho pensato che senz’altro è bello chiudere l’anno con una riflessione sui buoni sentimenti e che senza dubbio è confortante per tutti che i nostri studenti siano lieti di essere buoni, più che eruditi.
Ma mi chiedo se sia motivo di vanto ribadire un primato della bontà sul sapere o piuttosto non crei in chi legge l’impressione di un’antinomia fra le due dimensioni.

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LIBRI DI TESTO: lettera aperta di una Docente

Riceviamo, e pubblichiamo volentieri, la lettera che una collega ha inteso indirizzare al proprio Dirigente e al Collegio Docenti tutto, sulla questione spinosa della adozione di libri di testo: sempre più spesso, purtroppo, la questione dei tetti di spesa è utilizzata per imporre visioni del “fare scuola” – pretendendo di appiattire istanze e scelte diverse – riconducendole ad un conformismo asfissiante.

Prof soffocati da carte e paure: così ci si dimentica degli studenti

da “Il Fatto Quotidiano” – 2 giugno 2022
Filippo Maria Pontani
C’è qualcosa di assai peggiore dello stipendio (oggettivamente) basso degli insegnanti, per cui pure lunedì hanno scioperato: la perdita di senso. La torsione aziendalistica impressa alla scuola negli ultimi quindici anni mira scientemente alla “diffusione di una cultura solipsistica e sempre più performativa, la de-territorializzazione e, in definitiva, la progressiva disumanizzazione degli operatori dell’istruzione e dei loro stessi utenti finali” (Pietro Li Causi). Non sono vuote parole di polemica: la scuola è una struttura sempre più dirigistica. I Collegi docenti, anziché discutere e deliberare, si limitano a recepire gli editti del dirigente scolastico. Nella versione della Zoomata online, con telecamere spente, il dibattito è vieppiù compromesso (esistono eccezioni, beninteso). Parliamo di un dirigente talora digiuno, o ormai dimentico, dei problemi reali dell’insegnamento; non di rado responsabile di scuole assai diverse spalmate su più plessi o addirittura su più comuni, dunque umanamente incapace di seguire tutto e le centinaia di allievi e docenti. Terrorizzato dai ricorsi e pronto a intervenire ad alzare i voti degli allievi per evitare bocciature, passa da un’emergenza a un’altra, tampona le falle, ambisce – succubo egli stesso del moloch burocratico che solo impera – alla perfezione formale di procedure per mostrare che “qui va tutto bene”. Prendete i famosi Pcto (ex Alternanza Scuola-Lavoro), o i percorsi di Educazione Civica Trasversale: i programmi sono spesso stabiliti centralmente e rovesciati su docenti inconsapevoli e riottosi, costretti a lasciare che i ragazzi (per giorni) si assentino per volantinare in un Centro commerciale o per vendere gadget dinanzi all’Euroflora.

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Dopo le imbarazzanti dichiarazioni di Bianchi è ancor più necessario scioperare!

da GILDAVENEZIA.IT: Bianchi dichiara che il numero di allievi per classe “non è il vero problema”, che la formazione continua e obbligatoria dei docenti è l’unico modo per far emergere il “merito” e che il sistema immaginato per il “nuovo” reclutamento è in linea con la preparazione prevista per i docenti dell’UE (cosa del tutto falsa).

Le recenti esternazioni del Ministro Bianchi in Senato gettano benzina sul fuoco. Nessuna apertura alle richieste sindacali. Forse qualche modifica marginale. Il tutto nel segno dello slogan “lo vuole l’Europa”, ma non si capisce chi ha suggerito alla Commissione UE cosa inserire nelle prescrizioni del PNRR sulla scuola e gli insegnanti italiani, visto che la situazione dei vari Paesi dell’UE è molto diversificata e contraddittoria. Fa restare basiti l’affermazione che il numero di allievi per classe “non è il vero problema”, che la formazione continua e obbligatoria dei docenti è l’unico modo per far emergere il “merito” e che il sistema immaginato per il “nuovo” reclutamento è in linea con la preparazione prevista per i docenti dell’UE (cosa del tutto falsa).
Ovviamente non si parla di stipendi e delle oggettive difficoltà di trovare personale docente soprattutto al Nord con paghe basse e affitti e costi della vita alti.  Il bilancio resta quello già delineato nel DEF: aumenti previsti dai 60 agli 80 euro netti al mese dopo tre anni di ritardo, se va bene, con un incremento diretto o indiretto dell’orario di servizio. Di fronte a questo l’unica cosa che rimane ai docenti e alla scuola statale è scioperare e mobilitarsi.
Ora o mai più.

Precari e investimenti su reclutamento/formazione -numeri non sono un’opinione

Di Meglio: “Ci riesce davvero difficile capacitarci dei dati diffusi dal ministero” – “I numeri non dovrebbero essere un’opinione neanche per il ministero. E, invece, ci riesce davvero difficile capacitarci su quelli che vengono comunicati da viale Trastevere. Per quanto riguarda i precari, per esempio, l’unico numero certo di cui disponiamo riguarda gli oltre 200mila attualmente in servizio, mentre il ministero annuncia che si starebbe apprestando all’immissione in ruolo di 200mila docenti”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. 

Precari e investimenti su reclutamento e formazione, i numeri non sono un’opinione.pdfDL 36 SCHEDA TECNICA FINANZIARIA.pdf

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