Novità in evidenza

Comunicati Sindacali Iniziative Gilda

11/03/2026 SCUOLA, MOBILITA’, GILDA: LA FEDERAZIONE GILDA UNAMS NON FIRMA IL CCNI, TOLTI DIRITTI DOPO AVERLI RICONOSCIUTI

La FGU – Federazione Gilda UNAMS non ha sottoscritto il CCNI sulla mobilità del personale docente, educativo e ATA per il triennio 2025/2026 – 2027/2028 perché il testo definitivo introduce un grave arretramento rispetto a quanto previsto nell’ipotesi di contratto e nell’ordinanza ministeriale dell’anno precedente, sulla base delle quali si è già svolta una tornata di mobilità.
In particolare, nell’ipotesi di CCNI e nella relativa ordinanza era stata prevista la deroga al vincolo triennale per i docenti con genitori ultrasessantacinquenni, misura che aveva rappresentato un importante strumento di tutela per il ricongiungimento familiare. Nel testo definitivo del contratto, invece, (che le altre OOSS si sono affrettate a sottoscrivere comunque n.d.r.), questa deroga viene eliminata dopo appena un anno, nonostante molti docenti abbiano fatto affidamento su quella previsione normativa, accettando l’immissione in ruolo anche lontano dalla propria residenza proprio nella prospettiva di poterne beneficiare.

“Non è accettabile cambiare le regole dopo che migliaia di docenti hanno già preso decisioni importanti sulla base di quelle stesse regole”, dichiara Vito Carlo Castellana. “Molti insegnanti hanno accettato il ruolo lontano da casa contando sulla possibilità di utilizzare la deroga per assistere i propri genitori ultrasessantacinquenni. Cancellarla dopo un anno significa tradire un affidamento legittimo dei lavoratori”.
A ciò si aggiunge un’ulteriore penalizzazione: la deroga legata alla presenza di figli minori viene ridotta, abbassando la soglia da 16 a 14 anni. Anche in questo caso si tratta di un arretramento evidente rispetto alle tutele precedentemente riconosciute.

“Sulle condizioni che permettono ai docenti di conciliare lavoro e famiglia non si può arretrare, voglio ricordare che l’obbligo scolastico è previsto fino ai 16 anni e i ragazzi hanno diritto ad avere i genitori accanto in una fase così delicata della propria adolescenza.”, prosegue Castellana. “La scuola italiana ha già migliaia di insegnanti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa. Ridurre le deroghe significa aggravare ulteriormente una situazione già molto difficile”. Perché con i concorsi su base regionale, il problema della mobilità quasi sempre è all’interno della stessa regione, nonostante all’opinione pubblica si voglia far passare l’idea che ci sia una questione nord-sud.
La Federazione prende atto dello sforzo dichiarato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito di recuperare tali deroghe nel prossimo contratto relativo alle utilizzazioni e alle assegnazioni provvisorie, che rappresenta un passaggio importante per consentire almeno in parte il ricongiungimento familiare.

“Apprezziamo il tentativo di recuperare queste tutele nel contratto sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie”, sottolinea ancora Castellana, “ma resta il fatto che non si possono togliere diritti dopo averli riconosciuti e dopo aver già svolto una procedura di mobilità con quelle regole”.
La FGU – Federazione Gilda UNAMS continuerà a battersi affinché nel prossimo confronto contrattuale vengano ripristinate pienamente le deroghe eliminate e garantita certezza delle regole, nel rispetto dei diritti dei docenti e delle loro famiglie.
Lo diffonde in una nota la Federazione Gilda Unams 

Comunicati Sindacali News

SCUOLA, ARRETRATI

GILDA: INVIATA RICHIESTA CEDOLINO TRASPARENTE AL MEF PER EVITARE RICORSO AD ACCESSO AGLI ATTI

La FGU invia richiesta al MEF 

A seguito dei numerosi errori ai danni di insegnanti e personale scolastico, riscontrati nell’attribuzione degli arretrati stipendiali, la Federazione Gilda Unams con una lettera formale inviata al MEF, richiede l’emissione di un cedolino trasparente, che in modo dettagliato espliciti le voci e le modalità di calcolo degli arretrati.

“Il solito pasticcio ai danni dei docenti e del personale della scuola, oltre al danno la beffa, migliaia di insegnanti e personale ATA, oltre ad aver ricevuto il cedolino di gennaio con evidenti errori nel calcolo, sono anche all’oscuro di quanto realmente dovrebbe spettare loro”. E’ quanto ha dichiarato il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana.

Nel frattempo sulla piattaforma NoiPA è stato pubblicato un avviso in cui si comunica che il calcolo tabellare non è completo e che quanto prima verrà effettuata una rielaborazione degli importi.

“Abbiamo preso atto della comunicazione – continua Castellana – e abbiamo richiesto urgentemente che la revisione sia accompagnata da un cedolino trasparente e dettagliato, che renda noto il corretto riconoscimento delle somme dovute. La nostra organizzazione – conclude il coordinatore nazionale – seguirà la vicenda finché non ci saranno date risposte certe e risolutive, per evitare anche un massiccio ricorso ad istanze di accesso agli atti”.

Lo diffonde in una nota la Federazione Gilda Unams

News

SCUOLA, CARTA DOCENTE

Carta Docente finalmente sarà erogata, avrà un importo pari a circa 400 euro ma Pc e Tablet andranno in comodato d’uso, forniti dalle scuole.

“Questo è il simbolo delle battaglie che da sempre portiamo avanti e che non lasciamo irrisolte”.

E’ quanto ha dichiarato il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.

“Come immaginavamo – afferma Castellana – essendo aumentata la platea dei beneficiari, l’importo del bonus è diminuito ma molti fondi PNRR andranno alle scuole per la formazione e per l’acquisto di Pc e Tablet che potranno essere, come noi da tempo richiediamo, affidati in comodato d’uso. I nostri numerosi appelli al governo finalmente sono stati ascoltati. La nostra organizzazione sindacale – ha concluso Castellana – da sempre ha come priorità la tutela dei diritti degli insegnanti e del personale scolastico”.

Lo diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti

Comunicati Sindacali News Precariato

PUBBLICAZIONE DECRETI DEI CORSI ABILITANTI

Sono stati pubblicati i decreti ministeriali che danno il via libera all’avvio dei corsi abilitanti per l’anno accademico 2025/26.

“E’ avvilente sottolineare, ancora una volta, come la distribuzione dei posti non corrisponda alle reali esigenze territoriali”.

E’ quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.

Sono dati che ancora si stanno analizzando con attenzione ma è già evidente che, come spesso avvenuto in passato, sono state le università a fissare il contingente tenendo solo in minima parte le reali esigenze del MIM.
Presso l’Università di Bari, ad esempio, a fronte di 75 posti per lettere medie e superiori e 10 per matematica e fisica (pochissimi) si riscontrano 70 posti di francese e 65 posti di storia dell’arte; lo stesso avviene in Piemonte e Lombardia dove i posti previsti dalle Università statali, in particolare per classi di concorso STEM, sono nettamente inferiori alle cattedre disponibili per il ruolo e per le supplenze.

“Ribadiamo la nostra posizione – afferma Castellana – rispetto a queste procedure e riteniamo che dovrebbero essere gli USR a gestire la parte organizzativa di questi percorsi, coordinando le università con risorse interne alle scuole, ripartendo correttamente i posti disponibili per le abilitazioni e, soprattutto, rendendo calmierati o meglio ancora gratuiti i corsi per chi aspira ad entrare nella scuola. Non ci stancheremo mai di denunciare questa vergogna tutta italica, dove per insegnare, si è costretti a pagare”.

E’ quanto affermato e diffuso sui social dal coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana

Iniziative Gilda News

GILDA a Report 25 gennaio: LA SCUOLA CHE NON SI VEDE

https://www.raiplay.it/video/2026/01/Dietro-la-cattedra—Report-25012026-18d90441-0aa5-4323-8ef6-60300377f21f.html?autoplay

La scuola che non si vede: migliaia di insegnanti senza stabilità

La scuola è sempre al centro di tutti i programmi politici, di scuola si parla sempre con orgoglio e passione ma poi tutti fanno finta di non vedere cosa c’è “dietro” le cattedre: migliaia di precari. I forzati dell’istruzione, i docenti invisibili che tengono accesa, ogni giorno, la luce dell’istruzione italiana. Il servizio televisivo racconta in particolare le esperienze di numerosi lavoratori della scuola provenienti dalla Campania e impiegati in istituti del Lazio, soprattutto nell’area di Roma. Le testimonianze raccolte descrivono giornate caratterizzate da partenze molto anticipate e rientri serali, con tempi di viaggio che incidono in modo significativo sull’organizzazione della vita personale e lavorativa.
Una docente intervistata riferisce di svegliarsi alle 3:20 del mattino per raggiungere la stazione in tempo per il treno delle 4:28. Altri lavoratori raccontano rientri a casa tra le 19 e le 22. Il servizio evidenzia anche l’impatto economico degli spostamenti: un docente dichiara una spesa mensile di 212 euro per l’abbonamento ferroviario, a cui si sommano i costi per metropolitana e parcheggi. Una docente precaria parla di una spesa complessiva che può arrivare a 500 euro al mese.
Secondo quanto riportato, ogni notte dalla Campania partono circa 6.000 personedirette verso il Lazio per motivi di lavoro. L’inchiesta sottolinea inoltre come, per molti insegnanti, la condizione di precarietà non sia limitata a brevi periodi, ma si prolunghi per diversi anni.

Considerazioni: Il Ministero nella nota intende rassicurare le famiglie e a smentire l’immagine di una scuola “allo sbando”.
Secondo i dati ministeriali aggiornati a gennaio 2026:
Copertura Sostegno: Coperto il 95,2% dei posti in organico di diritto.
Assunzioni record: Oltre 156.000 assunzioni effettuate nell’ultimo biennio grazie ai concorsi PNRR.
Copertura Posti Comuni: Coperto il 97,3% dell’organico di diritto. .Le divergenze tra la narrazione giornalistica e quella istituzionale stanno nella distinzione tecnica degli organici. Se è vero che l’organico di diritto (i posti stabili) è quasi totalmente coperto, l’inchiesta di Report colpisce l’organico di fatto e le deroghe sul sostegno.

È in questa zona d’ombra (circa 200.000 supplenze annuali) che si annida il fenomeno dei “docenti senza abilitazione”, chiamati per tappare i buchi di un sistema che, nonostante i concorsi, non riesce a stabilizzare tutti i posti necessari.
L’inchiesta di Rai 3 accelererà probabilmente il processo di riforma del reclutamento. I sindacati chiedono già a gran voce:

  1. Percorsi abilitanti più snelli: Per permettere ai precari storici di regolarizzare la propria posizione.
  2. Trasformazione dell’organico di fatto in diritto: Per garantire la continuità didattica.
  3. Controlli automatizzati: Un’integrazione tra NoiPA e Casellario Giudiziale per evitare i casi mostrati da Report.

Certificazioni e corsi: chi più spende più sale

Un docente intervistato non usa mezzi termini: “Se vuoi salire in graduatoria, ogni punto può fare la differenza tra restare in fondo o ottenere l’incarico che aspetti.
Molti dei punti “pesanti” arrivano da certificazioni linguistiche, anche in assenza di una reale conoscenza della lingua. “C’è gente che non conosce una parola di tedesco e ha il C1 nella lingua tedesca. Sapete quanti punti sono? Tanti.
“È come lo Squid Game”
L’immagine usata non lascia margini di interpretazione: “È una guerra tra poveri, è come lo Squid Game. Siamo destinati l’uno contro l’altro a dover sopravvivere.

Esami precompilati

Una delle testimonianze più dettagliate riguarda l’iscrizione a un corso di lingua. Dopo aver pagato, l’insegnante aspetta le credenziali per accedere al portale. Passa un mese, niente. Contatta l’ente. La risposta è: “Il sito è in manutenzione, ma può comunque prenotare l’esame.”
Alla richiesta di sapere come si possa sostenere un esame senza prima studiare, la replica è ancora più sorprendente: “Pochi giorni prima dell’esame riceverà la prova già fatta.”
Per confermare la situazione, un’altra docente chiama la scuola di formazione in viva voce, davanti ai colleghi. La risposta è netta: “Per quanto riguarda il listening e la parte della comprensione, riceverà direttamente le risposte.”

Il caso Cassino: da buco di bilancio a “gallina dalle uova d’oro”, scandalo sul sostegno

Uno dei passaggi più forti del servizio riguarda l’Università di Cassino legata ad un presunto scandalo sul sostegno. L’ateneo circa dieci anni fa si trovava in una crisi finanziaria profonda, con un debito di oltre 40 milioni di euro. Il risanamento dell’ateneo è passato attraverso quella che Report definisce “la gallina dalle uova d’oro”: il TFA Sostegno.
Cassino è diventata l’unica università in Italia a offrire lezioni esclusivamente il sabato, attirando migliaia di aspiranti da tutto il Paese. Tuttavia, quello che era il fiore all’occhiello dell’ateneo si è trasformato in una “macchia indelebile” con l’inchiesta della Procura di gennaio scorso.

Il “sistema delle mazzette” e le prove truccate

L’inchiesta sullo scandalo sostegno ipotizza l’esistenza di un vero e proprio sistema criminale volto a pilotare le prove d’ingresso. Secondo gli investigatori: gli aspiranti docenti avrebbero pagato fino a 15.000 euro per assicurarsi il superamento delle prove preselettive e scritte.