Tutti contro contro la scuola statale e gli insegnanti

Da GILDA Venezia – Fabrizio Rebershegg – Bianchi, Meloni, Anp, Gavosto, Maragliano: Operazione speciale contro la Scuola pubblica statale…
e gli Insegnanti.

Dopo la pubblicazione del Decreto Legge 2 in applicazione del PNRR, l’attacco contro la scuola pubblica statale e i docenti è ormai chiaro.
Si reintroduce una pseudo carriera per i docenti “bravi e affidabili” che avrebbero un premio forfettario in busta paga se i loro comportamenti si conformano ai criteri stabiliti dal governo.
Solo in 40% potranno essere considerati “bravi docenti”. Gli altri restano semplici manovali dell’insegnamento. Non si parla di incrementi stipendiali per i docenti; anzi i premi ai meritevoli e la costituzione del nuovo carrozzone ministeriale denominato Scuola di Alta Formazione dovrebbero essere pagati con un taglio progressivo delle cattedre e della carta del docente. Non parliamo poi dell’ennesima riforma del reclutamento complicata e cervellotica che consegna al mercato dei CFU universitari la possibilità per i neo laureati di poter accedere alle procedure concorsuali.

Non basta: Giorgia Meloni ha sposato, sconfessando tutto quello che FdI aveva proposto nel passato, il modello anglosassone che prevede l’eliminazione delle bocciature e la certificazione delle “competenze” in uscita. Ciò significa di fatto abolire il valore legale del titolo di studio e affidare al mercato la vera certificazione delle competenze desiderate.
Roberto Maragliano -pedagogista che tanti danni ha fatto alla scuola pubblica come consulente di molti ministri (paradossalmente sedicenti progressisti e di centro sinistra) ha recentemente immaginato un futuro della formazione, continua, che deve essere “senza valutazione, senza divisioni di discipline, senza orari, senza gerarchie di conoscenza”.  Evidentemente si è innamorato di Giorgia Meloni.
Antonello Giannelli dell’ANP propone, in piena sintonia con una visione dell’autonomia scolastica iperaziendale, che l’assunzione dei docenti sia fatta direttamente dalle scuole con contratti che potrebbero essere solo legati alla scuola e quindi e tempo determinato. Modello anglosassone.

Gavosto della Fondazione Agnelli teorizza un contratto di lavoro per i docenti di 40 ore settimanali di cui 36 almeno dedicate alle lezioni frontali e alla loro preparazione con una scuola aperta il pomeriggio dove far confluire tutte le soft skills non adeguatamente sviluppate dall’attuale ordinamento scolastico. Su quanto pagare in più i docenti silenzio assoluto.
Gavosto, come il mitico Bianchi, non considera il problema delle classi pollaio come essenziale, tanto ci sarà a breve l’effetto della denatalità….

Queste alcune delle esternazioni e prese di posizione, tra le tante, che vedono nel PNRR una occasione per decostruire il sistema valoriale della scuola pubblica statale in Italia in nome della priorità delle competenze flessibili al posto delle vecchie discipline e  conoscenze.

Si tratta di un attacco concentrico contro la libertà di insegnamento, contro la dignità dei docenti in quanto professionisti, intellettuali e lavoratori.

A questo punto confidiamo che il mondo sindacale e delle associazioni professionali dei docenti trovino la necessaria unità di intenti per combattere i contenuti del decreto e si facciano portatori della difesa della scuola pubblica statale e della libertà di insegnamento, senza vergognarsi di pretendere per tutti sensibili aumenti stipendiali che ridiano dignità alla categoria dei docenti.