Rassegna stampa

Risolvere le controversie nella scuola senza ricorrere al giudice Il ddl del M5s è bloccato al senato. Che si appella al governo
ItaliaOggi del 07/01/2020
Si riducono i fondi per gli aumenti Vanno utilizzati anche per i precari
ItaliaOggi del 07/01/2020
Scuola, sdoppiamento difficile Rallentano concorsi e contratto
il Sole 24Ore del 08/01/2020
Massa e Sassari, cedono i solai nei locali scolastici
il Fatto Quotidiano del 08/01/2020
La scuola è il luogo del senso critico. Non solo quello della preparazione al lavoro
L´Espresso del 09/01/2020
Azzolina e Manfredi ministri in stand by, oggi la protesta contro i fondi irrisori
il manifesto del 09/01/2020

Pensioni scuola 2020, proroga: domande fino al 10 gennaio

Pensioni scuola 2020, proroga: domande fino al 10 gennaio (da Tecnica della Scuola)

L’attesa proroga è arrivata: per presentare la domanda di cessazione dal servizio a decorrere dal 1° settembre 2020 ci sarà tempo fino al 10 gennaio 2020. La richiesta era stata avanzata dai Sindacati che avevano ritenuto troppo vicina la scadenza del 30 dicembre e pochi i giorni a disposizione del personale interessato per inoltrare l’Istanza.
La proroga è stata disposta con nota 2346 del 27 dicembre 2019.

“Ci rivolgiamo ai nostri partner nei governi, nel settore privato  nel mondo dell’istruzione nel mondo dell’istruzione si affinché si impegnino a costruire una forza lavoro altamente qualificata, valorizzata e rafforzata. Ciò costituisce un percorso cruciale per la realizzazione dell’Obiettivo 4, che prevede un mondo in cui ogni ragazza, ragazzo, donna e uomo abbia accesso a un’istruzione di qualità e alle opportunità di ogni ragazza, ragazzo, donna e uomo abbia accesso a un’istruzione di qualità e alle opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita.
Ciò significa garantire condizioni di lavoro dignitose e stipendi equi per tutti gli insegnanti, anche a livello universitario.
Significa fornire agli insegnanti formazione e sviluppo. Significa aumentare il numero di insegnanti di qualità. Significa eliminare restrizioni inutili sulla ricerca e sull’insegnamento  e difendere la libertà accademica a tutti i livelli di istruzione. Infine, significa migliorare lo status degli insegnanti in tutto il mondo in un modo che onori e rispecchi l’influenza che essi hanno sulla forza della società.
(UNESCO, 5 ottobre 2019)
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Il Ministro assume precisi impegni.

Firmata la conciliazione al Miurvenerdì 20 dicembre 2019
Si è svolto ieri, 19 dicembre 2019, con la diretta partecipazione del Ministro Fioramonti, l’incontro fra sindacati e MIUR per l’esperimento del tentativo di conciliazione a seguito della proclamazione dello stato di agitazione in tutti i settori del comparto Istruzione e Ricerca da parte di FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams.

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IL DECRETO PRECARI E’ LEGGE

Tra luci e ombre si è chiusa oggi la partita del Decreto Precari
GILDA ha più volte segnalato le criticità e l’incompletezza dei provvedimenti, ma siamo lieti che almeno per una parte dei Docenti veda sciogliersi l’incertezza degli ultimi 12/18 mesi. Rimaniamo ora in attesa dei Bandi, la cui pubblicazione ci auguriamo sia SOLLECITA e CHIARA nella stesura del Testo. Ma la “supplentite” non guarirà, non così!
Ecco il testo

Decreto scuola: nodo precariato resta irrisolto
Gilda commenta il voto favorevole con cui il Senato ha licenziato il decreto

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Bonus merito e card, Gilda: destinare risorse al contratto

Bonus merito e card, Gilda: destinare risorse al contratto

Rino Di Meglio commenta l’emendamento Granato che dirotta le risorse del bonus merito nel Fondo di istituto

Bonus merito e card, Gilda: destinare risorse al contratto lunedì 16 dicembre 2019
“È ora di dire basta al gioco delle tre carte con i fondi stanziati dalla famigerata legge 107/2015 per il bonus merito. Quelle somme, la cui destinazione abbiamo sempre contestato, riguardano unicamente i docenti e devono andare a incrementare le loro buste paga”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l’emendamento Granato che dirotta le risorse del bonus merito nel Fondo di istituto, mettendole dunque a disposizione anche del personale amministrativo.
Oltre allo scippo subito dagli insegnanti, resta il danno provocato dalla ‘Buona Scuola’ con l’istituzione di un sistema premiale concettualmente sbagliato. Con estremo disappunto, siamo costretti a constatare che delle promesse sbandierate prima, durante e anche dopo la campagna elettorale rispetto alla legge 107 – attacca Di Meglio – ben poco si è realizzato, di fatto lasciandone l’impianto pressoché inalterato”.
“Al ministro Fioramonti, nel quale abbiamo trovato in varie occasioni un interlocutore disponibile, chiediamo di inserire nell’Atto di indirizzo per il rinnovo del contratto le risorse del bonus merito e anche i 500 euro della card docente. Invece di distribuire oboli, – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – occorre con urgenza intervenire sugli stipendi degli insegnanti i cui livelli sono non soltanto di gran lunga lontani dalla media europea, ma anche nettamente inferiori a quelli degli altri dipendenti del pubblico impiego”.

Roma, 16 dicembre 2019
Ufficio stampa Gilda Insegnanti