LE 10 PROPOSTE GILDA A CHI SI CANDIDA AL PARLAMENTO E AL GOVERNO DEL PAESE

Ancora una volta, in vista delle elezioni politiche, la Gilda rivolge ai candidati dei diversi orientamenti le proprie proposte riguardanti la scuola. È una consuetudine che dura da anni, anni in cui non si sono registrati miglioramenti ma, anzi, peggioramenti della situazione dell’istruzione in Italia.
Tra questi, sicuramente le condizioni economiche e di lavoro dei docenti che, senza motivazione e valorizzazione, non possono contribuire al miglioramento dell’istruzione. Le attuali dichiarazioni dei politici sono ricalcate su quelle passate: i soliti e generici riconoscimenti sull’importanza della scuola per il futuro del Paese, ma nessuna proposta concreta che tenti di risolvere le questioni sempre più aggrovigliate riconducibili agli interventi sconclusionati della politica.
Verrebbe naturale arrendersi, ma la Gilda non intende desistere.

GILDA: Reclutamento, solito caos e graduatorie zeppe di errori

Calpestati i diritti degli insegnanti, tornare alle convocazioni in presenza
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Passano gli anni ma il copione resta sempre lo stesso. In piena estate si ripresentano   ancora più gravi i problemi legati alle procedure per il reclutamento dei docenti. Innumerevoli, infatti, sono gli errori che si riscontrano nella pubblicazione delle graduatorie provinciali per le supplenze, così come nelle prove scritte dei concorsi. Tutto ciò dimostra che anticipare e accelerare a tutti i costi i tempi non porta puntualità nelle operazioni ma soltanto caos. In queste condizioni, sarà impossibile avere tutti i docenti in cattedra dal 1 settembre”. Così la Gilda degli Insegnanti, che chiede con forza di modificare i sistemi di reclutamento, di rinviare le date per la presentazione delle domande di supplenza e di rivedere la tempistica e le modalità per la lavorazione delle graduatorie, soprattutto per le Gps che avrebbero dovuto giovare dell’informatizzazione del sistema.  “Da ieri gli uffici scolastici provinciali stanno pubblicando le graduatorie e da oggi è possibile inoltrare le domande di supplenza, ma molti docenti – denuncia la Gilda – non potranno partecipare perché il sistema informatico li ha immotivatamente espulsi dalle graduatorie. Ciò comporterà un surplus di lavoro per gli uffici  territoriali che, già oberati e con personale ridotto, saranno costretti a fare i salti mortali per ripristinare le posizioni e consentire a questi docenti di inserire le domande entro il 16 agosto. Inoltre, non c’è uniformità tra i vari Usr perché le indicazioni ministeriali non sono chiare”. “Ancora una volta dobbiamo constatare una totale mancanza di rispetto dei diritti degli insegnanti e di trasparenza nelle procedure di reclutamento. Per sanare questa grave situazione – conclude la Gilda – riteniamo utile ripristinare le convocazioni in presenza”.

Indicazione delle 150 preferenze: scadenze e suggerimenti utili!

Dopo aver aggiornato le GPS e inserito le 20 scuole per le GI, nei prossimi giorni si potranno inserire fino a 150 preferenze per poter conseguire le supplenze direttamente dagli uffici scolastici provinciali.
I docenti presenti in GAE e GPS potranno, per ogni classe di concorso in cui sono presenti in graduatoria, compreso il sostegno, esprimere la disponibilità a conseguire supplenze che potranno essere:

1) annuali (fino al 31 agosto)
2) fino al termine delle attività didattiche (30 giugno).

Questa procedura, utilizzata dall’avvento del covid, sostituisce le convocazioni in presenza che annualmente gli uffici scolastici provinciali organizzavano per assegnare gli incarichi.

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Campagna elettorale: sulla scuola nessuno dice niente ma c’è tempo per le solite promesse

da infodocenti.it – Fabrizio Reberschegg. Nel discorso di commiato Mario Draghi non ha citato la scuola e gli insegnanti, quasi fosse scontato che i veri problemi del Paese fossero altri. Per le nostre forze politiche la scuola, tutto sommato, funziona, i docenti non si arrabbiano troppo per i bassi stipendi, i sindacati sono piuttosto malleabili e l’unica emergenza è sistemare in qualche maniera il precariato. La pessima esperienza del Ministro Bianchi ha dimostrato solo l’inutilità di ragionare sull’istruzione e la formazione senza una visione politica forte su di esse.
Quando la decisione ultima sugli investimenti sull’istruzione slitta nelle mani del Ministero dell’Economia la scuola diventa solo numeri e costi. Oppure diventa solo una massa di contenitori fisici chiamati edifici scolastici da rinnovare o la ripresentazione dei soliti piani 0-6 anni con la promessa del mitico aumento dei nidi e delle scuole dell’infanzia in una prospettiva sostanzialmente socio-economica di sostegno alle famiglie e di contrasto alla denatalità. Il PNRR può continuare ad essere in parte attuato dal governo uscente poiché si tratta di interventi già programmati anche per il settore dell’istruzione e della formazione (19 miliardi e 44 milioni con interventi che partono dagli asili nido e arrivano fino all’università).

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CRISI DI GOVERNO E CONTRATTO SCUOLA

da infodocenti.it – Fabrizio Reberschegg
L’ultimo contratto collettivo di lavoro della scuola è stato firmato in fretta a furia prima della scadenza elettorale di marzo 2018 sotto la pressione del governo Gentiloni che sperava di recuperare il consenso, perso, dei docenti e dei lavoratori della scuola dopo la pessima riforma di Renzi (legge 107/15 Buona Scuola..). Si riproducono di fatto le stesse condizioni per una firma quasi imposta dai partiti che stanno nel governo in carica solo per l’ordinaria amministrazione per andare in campagna elettorale cantando vittoria a favore dei lavoratori della scuola. Il contesto è simile: un contratto scaduto da anni, la perdita del potere d’acquisto degli stipendi, il peggioramento delle condizioni lavorative, il tentativo di far rientrare la formazione come attività funzionale alla docenza. Nel caso attuale ci sono alcuni elementi peggiorativi. Il quantum (la massa stipendiale) è di fatto già cristallizzata dalle precedenti leggi di bilancio. Non ci sono spazi per un suo allargamento. Al massimo si potranno chiedere somme una tantum per gli arretrati con corrisposti nel triennio precedente. Gli elementi peggiorativi sono derivati dal panorama economico e sociale generale: la crisi climatica, la guerra in Ucraina, l’inflazione da costi delle materie prime e
dell’energia.

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