Stipendi scuola, l’Italia nelle ultime posizioni dell’Europa

Da infodocenti.it Il rapporto Eurydice

Chi decide di fare l’insegnante in Italia non la fa certo per i soldi. Visto anche che i nostri stipendi sono fermi da cinque anni, il nostro paese, come conferma l’ultimo rapporto di Eurydice “Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe 2019/20”, si trova nelle ultime posizioni della classifica Ue per le retribuzioni dei docenti. 

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Giornata mondiale insegnanti, Gilda: la scuola non è un parco giochi

5 ottobre 21 – Convegno nazionale “Il lungo addio della scuola istituzione. Cui prodest?” promosso in collaborazione con l’Associazione Docenti Art.33.
La scuola pubblica statale non è un parco giochi dove intrattenere i ragazzi, né un servizio di istruzione a richiesta, dove si erogano prestazioni in base ai desiderata degli utenti e si garantisce il successo formativo. La scuola pubblica statale è, come da dettato costituzionale, un’istituzione della nostra Repubblica, dove l’insegnante, nel pieno rispetto della sua libertà professionale, dovrebbe trasmettere conoscenze e sviluppare il pensiero critico degli alunni formandoli come futuri cittadini. A nessuno, dunque, giova l’involuzione di stampo aziendalista, né la deriva ludica, semplicistica e buonista verso cui si sta dirigendo pericolosamente il sistema di istruzione italiano. Nella Giornata Mondiale degli Insegnanti il messaggio lanciato dalla Gilda degli Insegnanti è che i docenti italiani non ci stanno ad assistere – braccia conserte – a questo degrado e chiedono con forza alla classe politica di invertire la rotta e restituire alla scuola e alla loro professione l’autorevolezza e la dignità che spetta loro.

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In PENSIONE dal 1/9/2022 – domande entro il 31 ottobre

Da infodocenti.it-Sono state emanate venerdì primo ottobre, la nota e il decreto ministeriale per la cessazione del servizio del personale della scuola. Le domande di pensionamento su Istanze Online dovranno essere presentate entro il 31 ottobre 2021. Le organizzazioni sindacali erano contrarie, ma il governo non le ha ascoltate.

La nota Il decreto

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