2026 : MOIGE contro Tik Tok e Meta. 2016: quando la Gilda era già arrivata alle medesime conclusioni
Il MOIGE (Movimento Italiano Genitori), insieme ad altre associazioni dei genitori, ha intrapreso una class action contro META ( Facebook e Instagram) e Tik Tok chiedendo al Tribunale di Milano di intervenire al fine di regolamentare e tutelare la sicurezza dei minori nell’uso dei suddetti social network. Contestualmente ha lanciato una petizione rivolta a Governo e Parlamento per chiedere una legge che vieti l’accesso ai social media ai minori di 16 anni, sull’esempio di quanto già avviene in altri Paesi.
Il fenomeno di dipendenza e i danni derivanti dalla continua esposizione a devices di vario genere stanno quindi diventando, finalmente, una problematica evidente agli occhi di tutti al punto che la discussione approda anche nelle aule dei Tribunali.
Se da un lato questa presa di coscienza ci trova d’accordo, dall’altro dispiace constatare come per l’ennesima volta un comparto come quello della Scuola e dei suoi Docenti non sia stato ascoltato quando, ancora in tempi non sospetti, metteva in forte dubbio le scelte ministeriali che introducevano massicciamente nella pratica didattica strumenti tecnologici e metodologie digitali, venendo quasi tacciati di essere passatisti, di non essere aperti alle novità e al cambiamento inevitabile.
La Gilda di Padova e Rovigo già nel 2016 aveva sentito l’urgenza di trattare questa problematica e aveva organizzato un Convegno internazionale dal titolo “Scrivere senza penna, studiare senza libri: il futuro della Buona Scuola è tutto qua?”

Già quelle due parole messe insieme, Buona Scuola, ci riportano alla memoria un testo che, pezzo per pezzo, è stato smantellato a dimostrazione di quanto quell’aggettivo poco rispecchiasse la sua validità, ma nell’ambito delle pratiche didattiche si è inserito nel solco della riforma della didattica, della sua progressiva digitalizzazione. La Gilda decise quindi di condurre una riflessione in merito: il Convegno non rappresentò di certo un momento in cui decidemmo di “raccontarcela tra di noi”, ma, come è nostra abitudine fare, l’occasione di apertura per uno spazio critico fondato sullo studio e sull’analisi dei dati alla mano.
Fiore all’occhiello dell’evento fu la partecipazione del Professore Manfred Spitzer, neuroscienziato, psichiatra e scrittore, che illustrò gli studi condotti e contenuti all’interno del suo libro “Demenza Digitale”: Spitzer confermò quanto già avevamo osservato in classe e cioé che la digitalizzazione della didattica non portasse alcun progresso in termini di abilità e competenze degli studenti, anzi, al contrario una riduzione delle capacità cognitive.

Ad oggi, 10 anni dopo, gli scenari si presentano ulteriormente più complicati poiché si sono aggiunti appunto i social network, con una presenza molto più pervasiva, e la nuova frontiera dell’ Intelligenza Artificiale.
In questo quadro di riferimento il Ministero non sembra assolutamente conscio di questa urgenza che riguarda non solo la didattica e il sapere ( concetto che sembra altrettanto obsoleto) ma la salute psichica dei minorenni; a riprova di ciò ne è un esempio l’offerta formativa proposta ai Docenti di ogni ordine e grado ( quindi anche la Scuola Primaria!) che riguarda solo ed esclusivamente l’ambito della “Transizione Digitale” e, in particolare, la didattica con l’uso dell’AI.
Il motto giustificativo naturalmente è sempre “RENDIAMO I NOSTRI RAGAZZI CRITICI E CONSAPEVOLI”, ma siamo sicuri che il problema sia solo questo? Forse lo sguardo andrebbe spostato oltre e forse ci si dovrebbe chiedere quale sottile linea rossa ci separi dall’ipocrisia di predicare bene, ma razzolare male: ci chiedono di proporre progetti per la salute mentale, per l’uso consapevole delle tecnologie, ma poi, allo stesso tempo, ci suggeriscono di insegnare “piazzando” alunni e studenti di fronte ad uno schermo. Per contro i tanto decantati esempi virtuosi dei paesi del Nord Europa stanno già facendo marcia indietro.
E quindi, alla fine, anche in questa occasione viene da pensare al nostro Ministero come al Titanic: quando finalmente si deciderà a cambiare rotta per invertire la tendenza, sarà troppo tardi.
