In merito alle proteste, studentesche e non, degli ultimi giorni, prendiamo a prestito le parole del collega Galiano, che ci vedono in accordo: la Scuola viene da anni perturbata da una sorta di “violenza burocratico/amministrativa” che interviene, modifica, “riforma”, stravolge, nega risorse organiche, parla di “sicurezza” per finta lasciando che esistano scuole fatiscenti e indegne del Paese. Tutto ciò viene fatto dai governi e dai ministeri istruzione che si succedono, senza MAI un reale confronto, senza chiederci quali siano i bisogni reali.
Gli insegnanti hanno sentito e sentono la rabbia e il disagio crescere, tutti i giorni; provano a interpretarlo e a segnalarlo, spessissimo inascoltati. La via della “repressione” è sconfitta in partenza e risulterà comunque insufficiente.
Non ci resta che sperare che le coscienze di molti si risveglino dal letargo.
Le violenze vanno condannate tutte, non solo quelle che ci fanno comodo.
Va condannato chi devasta una libreria, ma anche chi entra in una scuola e picchia degli studenti.
Va condannato chi non manifesta pacificamente, ma anche chi affama gli agricoltori e gli autotrasportatori, perché anche quella è violenza.
Anche togliere risorse all’istruzione e intanto finanziare guerre è violenza.
Anche dire in diretta tv a un insegnante precario che non arriva a fine mese “Vai a lavorare!” è violenza.
Anche parlare di Garlasco e gossip nei telegiornali mentre al Sud i supermercati sono vuoti e le persone sono in lacrime per strada è violenza.
Ignorare milioni di persone che non ce la fanno più è violenza.
Ma come sempre, anche stavolta, l’unica violenza di cui si parlerà sarà soltanto una.
Lascio a voi intuire quale.
Enrico Galiano, 18 ottobre 2026
